Giuseppe Bezza, Marco Fumagalli

L’ordinamento tolemaico dei confini.

Dopo aver descritto l’ordinamento dei confini dei Caldei e degli Egizi, che sottopone ad una critica serrata, Tolemeo espone un terzo ordinamento, da lui scoperto in un antico manoscritto papiraceo.

«Ora, ci accadde di ritrovare recentemente un antico manoscritto, in gran parte consunto, contenente una spiegazione naturale e coerente dell’ordinamento e delle quantità dei confini e, inoltre, la descrizione dei gradi nelle geniture riportate e il numero totale dei confini <di ciascuna stella> concordava con le registrazioni degli antichi. L’esposizione del libro era assai verbosa e la dimostrazione prolissa ed era il libro mutilo per la sua consunzione e non senza difficoltà potemmo comprendere l’idea generale del suo proposito nonostante la tabella dei confini venisse in nostro aiuto, giacché, essendo posta alla fine del libro, era stata preservata. Ecco tuttavia il principio generale della dottrina dei confini in esso contenuta: per quanto riguarda il loro ordinamento all’interno di ciascun segno vengono prese in considerazione e le elevazioni e i trigoni e i domicilii. Di norma, l’astro che possiede due dominii nel medesimo segno ha la preminenza nell’ordine, pur se fosse un malefico; per contro, ovunque questa condizione non si verificasse, gli astri malefici vengono sempre posti all’ultimo rango, al primo essendo ordinati i signori delle elevazioni, quindi quelli del trigono, poi quelli del domicilio seguendo l’ordine dei segni. Ma gli astri che detengono due dominii nel medesimo segno precedono nell’ordine l’astro che non ne detiene che uno. Nondimeno nel Cancro e nel Leone, domicilii dei luminari, vennero ordinati al primo rango i malefici, giacché ai luminari non sono attribuiti confini e dal canto loro i malefici precedono nell’ordine: nel Cancro l’astro di Marte, nel Leone quello di Saturno; anche in questi segni è preservato l’ordine conveniente. Per quanto riguarda la quantità dei confini, quando non vi è un astro che sia signore in virtù di due prerogative o nel medesimo segno o in quelli seguenti entro lo spazio di un quadrante, allora si assegnano ai benefici, ovvero agli astri di Giove e di Venere, 7 gradi a ciascuno, mentre ad ognuno dei malefici, agli astri di Saturno e di Marte intendo, 5 gradi; quanto all’astro di Mercurio, <la cui natura è> participiale, 6 gradi, sì da compiere i 30 gradi. Ora, essendovi astri che sempre detengono due diritti  - la stella di Venere ad esempio signoreggia da sola il trigono nel segno del Toro, in quanto la Luna non partecipa ai confini -  ad ogni astro in tale condizione viene attribuito un grado, sia che presenti tale prerogativa nel medesimo segno, sia nei segni seguenti all’interno del quadrante; e questi astri vengono distinti con un contrassegno. Ora, i gradi aggiunti agli astri che hanno due prerogative sono sottratti dagli astri rimanenti e da quelli che ne hanno una sola, soprattutto dall’astro di Saturno, quindi dall’astro di Giove, a cagione della lentezza del loro moto. Ecco qui di seguito la tabella dei confini. Dalla loro addizione provengono gradi 57 all’astro di Saturno, 79 a quello di Giove, 66 a quello di Marte, 82 a quello di Venere, 76 a quello di Mercurio. La loro somma è gradi 360».

L’anonimo commentatore greco, riprendendo la critica che Tolemeo porta all’ordinamento egizio, privo, come appare, di un criterio razionale, osserva che chi trova qualcosa senza una causa, la ritrova non mediante arte, ma per caso. Si dilunga poi a spiegare il criterio dell’assegnazione dei confini in ciascuno dei dodici segni dello zodiaco. E tuttavia la maggioranza degli astrologi posteriori a Tolemeo accettarono l’ordinamento egizio dei confini. Fra questi fa eccezione Agostino Nifo, che nel suo commento al primo libro del quadripartitum, riprende a sua volta l’esposizione dettagliata dell’anonimo commentatore greco. Cerchiamo di seguire queste esposizioni, che ci consentono di rimettere ordine nei numeri dei confini dell’ordinamento definito tolemaico e di confrontarli poi con quelli pubblicati nelle edizioni critiche del quadripartitum.

I criteri secondo i quali l'anonimo commentatore giustifica la disposizione dei confini, si fondano innanzitutto due principî generali: il primo riguarda l'ordinamento e il secondo l'ampiezza dei confini.

Ordinamento: l'ordinamento dei confini viene attribuito prendendo in esame i diritti o dignità (logoi) che in pianeti hanno in ciascun segno e nei due segni seguenti. Dopo aver attribuito il primo confine in base ai diritti nel segno, si passa all’esame del segno seguente, e così via, ritornando al primo segno dopo aver esaurito la terna dei segni (trizodia). Non è infatti lecito procedere oltre, osserva l’anonimo commentatore, poiché le stagioni dell’anno consistono di questo numero ternario.

Ampiezza: a ciascun pianeta è attribuita un'ampiezza media, che viene poi aumentata o diminuita nei diversi segni. Le ampiezze medie si fondano sul seguente principio: ai benefici 7 gradi, ai malefici 5 gradi, a Mercurio 6 gradi:

Giove
Venere
Mercurio
Marte
Saturno
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
7
7
6
5
5

L'ordine e l'ampiezza dei confini di ciascun segno vengono quindi assegnati con i seguenti criteri, nei quali abbiamo individuato questo ordine di importanza:

CRITERI PER L’ORDINAMENTO
CRITERI PER L’AMPIEZZA
A) Due diritti: il pianeta che ha 2 diritti nel primo segno della trizodia ottiene il primo posto. Aumento: il pianeta che ha 2 diritti nel segno preso in esame ottiene 1 grado in più.
B) Natura: il pianeta non malefico precede il malefico. Riduzione: Se ad uno o più pianeti sono stati aggiunti gradi, gli stessi devono essere tolti ad altri pianeti e preferibilmente

R1) ai pianeti lenti: Saturno e Giove;
R2) al pianeta privo di diritti nella trizodia;
R3) al benefico se i 2 malefici hanno l'aggiunta

C) Ordine gerarchico: l'ordine di importanza dei diritti è: elevazione > triplicità > domicilio.

La tabella contiene alcune eccezioni a questi criteri. La più evidente è costituita dai segni dei luminari, ove Marte primeggia nel Cancro, Saturno nel Leone, in analogia alla loro hairesis, come osserva Nifo (propter factionum similitudinem). I pianeti che subiscono la riduzione sono il più sovente Saturno e Giove, e più il primo che il secondo, a causa della lontananza della sua krasis dal temperamento umano. Si sottrae da Saturno e da Giove poiché sono gli astri che hanno il moto più lento, bradykinêtoi, in quanto, osserva il commentatore anonimo, percorrono uno spazio minimo in un tempo considerevole. Ma quando Saturno e Giove hanno maggiori diritti nel medesimo segno, la sottrazione si compie da altri pianeti.

I confini tolemaici secondo il commentatore anonimo

Ariete
6 - 6
8 - 14
7- 21
5 - 26
4 - 30
Toro
8 - 8
7 - 15
7 - 22
4 - 26
4 - 30
Gemelli
7 - 7
7 - 14
7 - 21
4 - 25
5 - 30
Cancro
6 - 6
7 - 13
7 - 20
7 - 27
3 - 30
Leone
6 - 6
7 - 13
6 - 19
6 - 25
5 - 30
Vergine
7 - 7
6 - 13
5 - 18
6 - 24
6 - 30
Bilancia
6 - 6
5 - 11
8 - 19
5 - 24
6 - 30
Scorpione
6 - 6
8 - 14
7 - 21
6 - 27
3 - 30
Sagittario
8 - 8
6 - 14
5 - 19
6 - 25
5 - 30
Capricorno
6 - 6
6 - 12
7 - 19
6 - 25
5 - 30
Acquario
6 - 6
6 - 12
8 - 20
5 - 25
5 - 30
Pesci
8 - 8
6 - 14
6 - 20
6 - 26
4 - 30
Venere
Giove
Mercurio
Marte
Saturno
82
80
76
65
57

Nelle pagine seguenti, procediamo all’analisi segno per segno e confine per confine, seguendo, come già a suo tempo il Nifo, le argomentazioni del commentatore anonimo, ed aggiungendo le nostre osservazioni sui criteri applicati in ciascun passaggio. Si deve però notare che, secondo la ricostruzione dell’anonimo commentatore, Giove otterrebbe 80 gradi e Marte 65 in tutto lo zodiaco, mentre dovrebbero ottenere rispettivamente 79 e 66. Riteniamo che si debba rivedere il segno del Toro, dove i gradi supplementari ottenuti da Venere e da Mercurio dovrebbero essere sottratti, secondo il criterio di riduzione (R1), dai due pianeti lenti.

Infine, confrontiamo l'ordinamento del commentatore anonimo con quello che troviamo nelle tre edizioni critiche del quadripartitum tolemaico: quella di Boll-Bœr, quella di Robbins e quella di Hübner. Quest'ultima presenta una tabella identica a quella di Boll-Bœr, dove le uniche differenze rispetto all'anonimo sono nel segno dei Gemelli. Nell'edizione di Robbins troviamo la medesima differenza nei Gemelli e molte altre in più: nel complesso sette segni si discostano più o meno dall'ordinamento del commentatore anonimo.

I confini tolemaici nel quadripartito, edizioni di Boll-Bœr e di Hübner

Ariete
6 - 6
8 - 14
7- 21
5 - 26
4 - 30
Toro
8 - 8
7 - 15
7 - 22
4 - 26
4 - 30
Gemelli
7 - 7
6 - 13
7 - 20
6 - 26
4 - 30
Cancro
6 - 6
7 - 13
7 - 20
7 - 27
3 - 30
Leone
6 - 6
7 - 13
6 - 19
6 - 25
5 - 30
Vergine
7 - 7
6 - 13
5 - 18
6 - 24
6 - 30
Bilancia
6 - 6
5 - 11
8 - 19
5 - 24
6 - 30
Scorpione
6 - 6
8 - 14
7 - 21
6 - 27
3 - 30
Sagittario
8 - 8
6 - 14
5 - 19
6 - 25
5 - 30
Capricorno
6 - 6
6 - 12
7 - 19
6 - 25
5 - 30
Acquario
6 - 6
6 - 12
8 - 20
5 - 25
5 - 30
Pesci
8 - 8
6 - 14
6 - 20
6 - 26
4 - 30
la colorazione del numero indica una differenza in ampiezza rispetto all’anonimo commentatore,
la colorazone della casella indica una differenza nell'ordinamento dei pianeti

Venere
Giove
Mercurio
Marte
Saturno
82
79
76
66
57
I confinii tolemaici nel quadripartito, edizione di Robbins

Ariete
6 - 6
8 - 14
7- 21
5 - 26
4 - 30
Toro
8 - 8
7 - 15
7 - 22
2 - 24
6 - 30
Gemelli
7 - 7
6 - 13
7 - 20
6 - 26
4 - 30
Cancro
6 - 6
7 - 13
7 - 20
7 - 27
3 - 30
Leone
6 - 6
7 - 13
6 - 19
6 - 25
5 - 30
Vergine
7 - 7
6 - 13
5 - 18
6 - 24
6 - 30
Bilancia
6 - 6
5 - 11
5 - 16
8 - 24
6 - 30
Scorpione
6 - 6
7 - 13
8 - 21
6 - 27
3 - 30
Sagittario
8 - 8
6 - 14
5 - 19
6 - 25
5 - 30
Capricorno
6 - 6
6 - 12
7 - 19
6 - 25
5 - 30
Acquario
6 - 6
6 - 12
8 - 20
5 - 25
5 - 30
Pesci
8 - 8
6 - 14
6 - 20
5 - 25
5 - 30
la colorazione del numero indica una differenza in ampiezza rispetto all’anonimo commentatore,
la colorazone della casella indica una differenza nell'ordinamento dei pianeti

Venere
Giove
Mercurio
Marte
Saturno
82
79
76
66
57

RIFERIMENTI

  • Ad Sylvium Pandonum Boviani Episcopum Augustini Niphi Suessani Eruditionum ad Apotelesmata  Liber primus, Neapoli 1513.
  • In Claudii Ptolemæi Quadripartitum enarrator ignoti nominis, quem tamen Proclum fuisse aliqui existimant, Basileae 1554.
  • Claudii Ptolemaei Opera quae extant omnia, vo. III, 1, APOTELESMATIKA edd. F, Boll  et Æ. Bœr, Lipsiæ 1940
  • Ptolemy Tetrabiblos ed. and transl. by F. E. Robbins, Cambridge Mass., London 1940.
  • Claudius Ptolemaeus Opera quae extant omnia, vol. III, 1 APOTELESMATIKA post F. Boll et Æ. Bœr secundus curis ed. W. Hübner, Stuttgart-Leipzig 1998.